|
Jacques Cimon, Montréal, 28 luglio 1989 |
|
CHEVALIER, LIBERO PITTORE Nato a Montréal il 15 giugno 1941, Jacques Chevalier non ha veramente studiato pittura, come d'altronda non ha compiuto studi di un certo livello in alcun altro campo. Il rifiuto della scuola io ha destinato a vegetare in impieghi marginali e a Chevalier à occorso molto tempo per riconoscere la propria natura di pittore, anche se tutta la sua infanzia è stata caratterizzata da un sistematico disinteresse per tutto ciò che era estraneo alle arti e al disegno in particolare. Jacques Chevalier ha dunque vissuto lunghi anni di erraticità tra il I964 ed il I971 e, ungosciato per l'arte, per gli altri, per sè stesso, ha finito col crederei pazzo. Sarà finalmente salvato da una decisione estrema: costringersi a vivera della propria arte eccettarsi coma pittore. L'anarchico della vita, che rifiutava le regole del mondo del lavoro, à divenuto l'anarchico della tela: 1600 quadri, in 20 anni di carriera, rivelano un artista in continuo movimento, sempre intento a creare nuove atmosfere, nuovi colori, nuove dinamiche del disegno e della prospettiva. I suoi famosi "vicoli di Montréal" sono molto apprezzati dal pubblico, che continua a richiederli. Chevalier allora ne diviene avaro e, anche se potrebbe viverne, preferisca seguire il proprio iter evolutivo ed i propri sentimenti: il pittore si dedica quindi ad inverosimili ninfee ed ai riflessi di paesaggi nell'acqua, che rappresentano le tendenze attuali della sua opera. Per quanto tempo ancora? Nessuno può dirlo, perchè Chevalier si autodefinisce un "istintivo", la cui ispirazione compie vagabondaggi incessanti. Senza dubbio è questa la ragione per cui i maestri ispiratori di Chevalier sono i grandi pittori naif in genera!e e Paul Cezanne in particolare. Come quest'ultimo, egli potrebbe facilmente marcare la propria epoca. Pittore il istinto e per vocazione, Chevalier è più che un artista ecceziona!e. E ‘lui stesso un’eccezione.
|